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Archives di September, 2009

Vita a Londra

dopo circa 7 mesi a Londra un’idea della vita qua me la sono fatta.  Ed era all’incirca proprio come leggevo sui forum scritti da italiani che stanno qua da tempo, tipo questi

http://www.italiansunited.co.uk/forum/weblog_entry.php?e=577
http://www.attivissimo.net/me/motivi_italia_uk.htm

In effetti alcune cose erano difficili da credere prima di partire, poi mi sono ricreduto. Aggiungeri tra i PRO: burocrazia efficiente, rispetto delle regole, rispetto delle persone da parte di altre persone e dello stato (noi italiani non siamo abituati a questo), sicurezza (considerando concentrazione di abitanti e multietnicitá), sistema assistenziale e benefits (da cui dipende probabilmente l’alta sicurezza, tutti hanno modo di sopravvivere, quindi probabilmente in pochi rubano per fame), razzismo e discriminazione inesistente (una persona di colore puó fare qualsiasi lavoro se se lo merita, mentre in Italia potrebbe aspirare a un posto da lavavetri o venditore ambulante illegale), il dare del ‘tu’ a tutti (dal tuo amico al primo ministro).

Il ’sorry’ qua é usato spessissimo (anche quando ho pestato un piede nella metro a un tipo e mi ha detto sorry lui.. ) , quindi non possiamo considerarlo equivalente a ’scusi’ e non possiamo neanche dire che gli inglesi siano piú gentili di noi.

oxford streetCome sono ragazzi/e inglesi: mi é sembrato in generale che siano OK, simpatici, onesti, per niente razzisti (qua non importa da dove vieni !), indifferenti nell’apparire esternamente (ne ho alcuni vestiti come il coinquilino di Hugh Grant in ‘Nottingh Hill’ ),  e…  pesantemente ubriachi il  sabato sera.  A Londra ci sono pochi  british e (almeno nel mio caso)  finché non si entra a lavorare in una company o si ha qualcosa in comune o si entra nella loro cultura (alquanto bizzarra per alcuni punti di vista) é difficile conoscerli bene. Non ho poi capito perché quando ci sono annunci di affitto per shared houses, non ci sono quasi mai  ragazzi/e inglesi, ma dove vivono ? con i genitori ? fuori londra ? tra di loro ?.

BTW, la cosa che piú mi ha colpito positivamente é il sistema inglese davvero meritocratico, non solo nel lavoro ma anche nelle piccole cose. Gli inglesi sono bravissimi a capire se una cosa la sanno fare meglio all’estero, e in quel caso fanno in modo di importarla e chiamare qua gente che la sa fare bene. Cosí avviene per la cucina (la concentrazione di ristoranti italiani é altissima), per la musica, tecnologia, sport, eventi e quasi tutto il resto.
Per fare un esempio (questo lo posso testimoniare di persona), un esperto IT qua fa carriera ed é conteso tra le aziende, in Italia deve lavorare sottopagato e stare attento a non essere troppo ambizioso. I recruiter qua chiamano continuamente per offrirti un lavoro (ovviamente bisogna imparare a distinguere le offerte, non tutto é oro), chiedono che stipendio vuoi (anche senza esperienza in UK), non gli interessa quanti anni hai, di che razza sei e da dove vieni (é proibito per legge discriminare su queste cose) . In Italia per un lavoro simile e persona con stesse skills  bisogna ricercare per mesi per un primo colloquio ed accettare la prima offerta che capita, stipendi da fame o non commisurati ad esperienza e capacitá (quindi stimoli e voglia di migliorare tendenti a zero). Attenzione peró: a Londra c’é molta concorrenza, quindi non é facile ottenere un buon posto se non si ha un buon livello della lingua (dipende dal settore) ed esperienza. Conosco aziende che offrono contratti di tirocinio annuali non pagati, per ragazzi con laurea in turismo, e in parecchi accettano per avere una esperienza in UK e migliorare la lingua. Io considero questo una semi- truffa. Questo comunque capita in tutto il mondo, é ovvio che qualcuno sfrutti gente da fuori, lo facciamo anche noi italiani sottopagando (e trattando anche male) gli immigrati (alzi la mano chi non ha mai discriminato nessuno). Poi non so se siano gli inglesi a sfruttare gli immigrati, ho sentito parlare degli stessi italiani qua nei ristoranti che sfruttano altri italiani che non hanno alternative senza conoscere la lingua. Al momento mi sento di consigliare vivamente a chi non ha skills tecniche o almeno un ottimo inglese di informarsi bene prima di venire in uk a rischiare di perdere solo tempo e soldi.

Ma questi dicevo sono problemi che esistono dappertutto. Tra i CONTRO del Regno Unito, direi che uno é il tempo, troppo spesso nuvoloso. Le altre piccole cose (tutto chiuso domenica dopo le 5 pm, niente bidet nel bagno, treni costosi..) sono nulla rispetto ai vantaggi descritti sopra, poi dipende dalle proprie prioritá e valori.

al prossimo post !

londra parlamento big ben


 

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