Ho di recente parlato con molti interessati a cercare un lavoro a Londra (o in generale, nel Regno Unito). Scrivo un po’ di consigli sperando di poter aiutare qualcuno che capiti a leggere questo post da google.
Nome, cognome, indirizzo (con postcode), email. Le comunicazioni avvengono quasi esclusivamente tramite cellulare, quindi indicate un numero cellulare (ovviamente prefisso UK, non internazionale) e aspettatevi chiamate a qualsiasi ora e giorno. Scrivetelo in formato RTF evitando formattazioni complesse (questo per evitare che si perdano contenuti quando viene processato e spostato elettronicamente molte volte).
Una pagina, massimo due. Puó sembrare strano che venga consigliato di mantenersi su una pagina (o al massimo due se si hanno molte esperienze), ]in realtá é un ottimo consiglio. Il lavoro dei recruiters (= agenzie di reclutamento) é vagliare centinaia di CV al giorno e spendono pochissimo tempo a leggerli. Scrivere troppo é depenalizzante e rischiate che non leggano le cose importanti che avete scritto, concentrate tutto il piú possibile e tralasciate le esperienze irrilevanti, in modo che in pochi secondi diate un’idea del vostro profilo. Perfino le aziende (che ricevono i CV selezionati dai recruiters) spesso non leggono oltre le 2 pagine.
Evitare errori grammaticali. Curate bene quello che scrivete, se possibile fatelo correggere a un madrelingua. Mi é capitato di leggere dei curricula per l’azienda per cui lavoro e vedere errori grammaticali dá un’immagine di persona trascurata.
Curricula tecnici:
elencare quantitativamente le tecnologie conosciute. Per un curriculum in IT, ad esempio da programmatore o sistemista, elencate le tecnologie che conoscete. Per ognuna indicate quanti anni di esperienza avete, e come la valutate in una scala 1-10. Cercate di mantenere un certo livello di coerenza (se indicate 6 mesi di esperienza e vi date voto 9 non vi credono, anche se rispecchiasse la realtá), non esagerate poiché nel caso se ne accorgessero rischiate che non credano neanche al resto, ma non siate neanche troppo modesti. E’ richiesto conoscere e affermare con sicurezza le proprie capacitá. Se avete dei certificati professionali relativi alla tecnologia, elencateli (ad esempio linux, mysql, php, java, microsoft
In genere, se siete esperti in due tecnologie, e vi candidate a un lavoro che richiede un ottimo livello della prima, scrivete un curriculum apposta che metta in luce le vostre competenze nella prima. Se la seconda tecnologia é attinente, inseritela in secondo piano, altrimenti consiglio di non menzionarla per niente, o date l’impressione di non conoscere bene la prima.
Come comportarsi con i recruiter
Chi sono i recruiter. Prima di tutto bisogna ricordarsi che I recruiter prendono una percentuale se venite assunti, e gli importa solo di quello. E’ il loro lavoro e non gliene frega assolutamente niente se lavorerete sottopagati o il lavoro non fa per voi.
A differenza delle aziende, molti recruiters non hanno esperienza nel settore e non conoscono le tecnologie, quindi é importante fargli capire che siete competenti per il lavoro a cui vi siete candidati. Non siate troppo modesti con loro, poi l’analisi delle competenze tecniche e vero colloquio lo farete con l’azienda. Ovviamente ci sono delle eccezioni, ovvero recruiter specializzati che garantiscono servizi di qualitá per le aziende.
Salario iniziale. Una domanda che viene sempre fatta é il salario richiesto. Guardate su internet le offerte e fatevi un’idea chiara del mercato e a quanto potete aspirare. Se il salario offerto é in un intervallo a seconda dall’esperienza, il recruiter cercherá in ogni modo di farvi assumere al minimo. Dite chiaramente quanto volete altrimenti potrebbero andare al ribasso.
Interviste contemporanee. A seconda della richiesta, puó capitare di avere molte interviste contemporaneamente. Questo non é un problema, continuate a candidarvi agli annunci finché non siete assunti. Se vi facessero due proposte concrete di lavoro, poi ne scegliete una e rifiutate l’altra. Nella mia azienda é successo che un candidato é stato assunto, poi dopo 1 mese di attesa (dal lavoro precedente), il giorno prima di presentarsi (e firmare il contratto) ha mandato una mail di scusa scrivendo che aveva cambiato idea.
Nel caso vi chiedano se avete giá delle altre interviste in corso, dite pure di si, darete l’impressione di uno richiesto e velocizzeranno tutto in modo da non perdervi.
Se vi chiedono in che aziende avete fatto le precedenti interviste, non ditelo assolutamente ! lo chiedono in modo da contattare l’azienda e presentargli i loro candidati diminuendo le probabilitá che vi assumano nelle aziende in cui avete fatto le interviste.
Terró le liste aggiornate, nel caso mi vengano in mente altri consigli.
“Noi italiani abbiamo un’ottima capacitá di adattarci”. E’ vero ! Un po’ é la nostra situazione e cultura. Non abbiamo mai avuto uno spirito patriottico (a parte quando ci sono i mondiali di calcio), ogni regione é quasi uno stato a sé, l’economia va a rotoli, il lavoro (intendo quello vero, cioé meritocratico e senza raccomandazioni) non c’é e ognuno pensa per se e cerca di fregare il prossimo.
Per forza si sviluppano capacitá di adattarsi
In questo (e nella cucina) noi italiani siamo i primi al mondo, non c’é dubbio
Ci sono molti italiani che hanno creato comunitá online per scambiarsi consigli e informazioni sulla vita a Londra e in generale anche UK.
Italiani a Londra: Comunitá con un social network interno, recensioni e guide sulle zone di londra (prezzi medi, opinioni, etnicitá), blogs di italiani che vivono o hanno vissuto qua ad Eventi. Altre sezioni (non utilizzate personalmente) per annunci, jobs e alcune guide.
Italians United : ricchissimo forum con piú di 65mila messaggi, piú di 4000 utenti. Personalmente ho trovato moltissime informazioni sulla vita nel regno unito e consigli per i nuovi arrivati. Molti utenti del forum sono qua da decenni e sanno consigliare molto bene come muoversi.
Italians of London: Eventi, Bacheca, tantissime guide (burocrazie comprese) e storie da leggere
Sognando Londra: Varie guide e informazioni. L’ho usato nel febbraio 2009 e al tempo offiriva anche un servizio a pagamento per trovare lavoro ai nuovi arrivati (in base alle recensioni sul forum sembrava un ottimo servizio), forse é per questo che tende a volte a dare opinioni forse un po’ troppo ottimistiche sulla vita nella capitale.
Terró questo post aggiornato se mi capitano nuovi siti degni di nota.
Quando cercate su google, valutate bene cosa leggete. Attenzione alle offerte pacchetto studio+alloggio (informatevi prima bene) che sono spesso truffaldine. In generale, se non si conosce nessuno che vi possa ospitare o guidare, meglio optare per un ostello per la prima settimana, poi cercare casa (house share) su gumtree.com e lavoro chiedendo in giro (se si cerca solo un lavoro per mantenersi) od online (ex: monster.co.uk) o nel job center piú vicino (servizio gratuito governativo).
Tempo fa ho scritto un articolo su italiansinfuga.com (”Come trasferirsi a londra“) dove ho parlato delle motivazioni per le quali ho lasciato l’Italia, come mi sono arrangiato e alcuni consigli per chi vuol fare lo stesso, cercando di mantenere un punto di vista “open-minded” ed oggettivo.
Ci sono stati interessanti commenti e discussioni sulle difficoltà per trovare lavoro, situazione economica, lingua, come trovare lavoro dall’Italia. Pare che molte persone si stiano organizzando, qualcuno si é giá mosso per partire o lo ha giá fatto.
Perché Londra suscita cosí tanto interesse ? è la capitale del business europeo, Inglese coem lingua ufficiale, si trova di tutto ed é a sole poche ore di volo dall’Italia. Chi sta pensando di emigrare o fare un’esperienza all’estero, sicuramente la terrà in considerazione.
Per motivi di spazio, le mappe della underground sono stampate in modo non proporzionale, con angoli di 45 gradi. Il che aiuta per gli scambi ma non fa capire, per tratti lunghi, quale é il tragitto piú breve per arrivare alla destinazione nel caso si debba fare almeno uno scambio (tube-tube o tube-bus).
A parte google maps che contiene tutte le fermate della tube e addirittura stampa il vero percorso delle linee cliccando sopra la stazione, ho trovato su wikimedia le mappe geografiche di tutte le zone.
dopo circa 7 mesi a Londra un’idea della vita qua me la sono fatta. Ed era all’incirca proprio come leggevo sui forum scritti da italiani che stanno qua da tempo, tipo questi
In effetti alcune cose erano difficili da credere prima di partire, poi mi sono ricreduto. Aggiungeri tra i PRO: burocrazia efficiente, rispetto delle regole, rispetto delle persone da parte di altre persone e dello stato (noi italiani non siamo abituati a questo), sicurezza (considerando concentrazione di abitanti e multietnicitá), sistema assistenziale e benefits (da cui dipende probabilmente l’alta sicurezza, tutti hanno modo di sopravvivere, quindi probabilmente in pochi rubano per fame), razzismo e discriminazione inesistente (una persona di colore puó fare qualsiasi lavoro se se lo merita, mentre in Italia potrebbe aspirare a un posto da lavavetri o venditore ambulante illegale), il dare del ‘tu’ a tutti (dal tuo amico al primo ministro).
Il ’sorry’ qua é usato spessissimo (anche quando ho pestato un piede nella metro a un tipo e mi ha detto sorry lui.. ) , quindi non possiamo considerarlo equivalente a ’scusi’ e non possiamo neanche dire che gli inglesi siano piú gentili di noi.
Come sono ragazzi/e inglesi: mi é sembrato in generale che siano OK, simpatici, onesti, per niente razzisti (qua non importa da dove vieni !), indifferenti nell’apparire esternamente (ne ho alcuni vestiti come il coinquilino di Hugh Grant in ‘Nottingh Hill’ ), e… pesantemente ubriachi il sabato sera. A Londra ci sono pochi british e (almeno nel mio caso) finché non si entra a lavorare in una company o si ha qualcosa in comune o si entra nella loro cultura (alquanto bizzarra per alcuni punti di vista) é difficile conoscerli bene. Non ho poi capito perché quando ci sono annunci di affitto per shared houses, non ci sono quasi mai ragazzi/e inglesi, ma dove vivono ? con i genitori ? fuori londra ? tra di loro ?.
BTW, la cosa che piú mi ha colpito positivamente é il sistema inglese davvero meritocratico, non solo nel lavoro ma anche nelle piccole cose. Gli inglesi sono bravissimi a capire se una cosa la sanno fare meglio all’estero, e in quel caso fanno in modo di importarla e chiamare qua gente che la sa fare bene. Cosí avviene per la cucina (la concentrazione di ristoranti italiani é altissima), per la musica, tecnologia, sport, eventi e quasi tutto il resto.
Per fare un esempio (questo lo posso testimoniare di persona), un esperto IT qua fa carriera ed é conteso tra le aziende, in Italia deve lavorare sottopagato e stare attento a non essere troppo ambizioso. I recruiter qua chiamano continuamente per offrirti un lavoro (ovviamente bisogna imparare a distinguere le offerte, non tutto é oro), chiedono che stipendio vuoi (anche senza esperienza in UK), non gli interessa quanti anni hai, di che razza sei e da dove vieni (é proibito per legge discriminare su queste cose) . In Italia per un lavoro simile e persona con stesse skills bisogna ricercare per mesi per un primo colloquio ed accettare la prima offerta che capita, stipendi da fame o non commisurati ad esperienza e capacitá (quindi stimoli e voglia di migliorare tendenti a zero). Attenzione peró: a Londra c’é molta concorrenza, quindi non é facile ottenere un buon posto se non si ha un buon livello della lingua (dipende dal settore) ed esperienza. Conosco aziende che offrono contratti di tirocinio annuali non pagati, per ragazzi con laurea in turismo, e in parecchi accettano per avere una esperienza in UK e migliorare la lingua. Io considero questo una semi- truffa. Questo comunque capita in tutto il mondo, é ovvio che qualcuno sfrutti gente da fuori, lo facciamo anche noi italiani sottopagando (e trattando anche male) gli immigrati (alzi la mano chi non ha mai discriminato nessuno). Poi non so se siano gli inglesi a sfruttare gli immigrati, ho sentito parlare degli stessi italiani qua nei ristoranti che sfruttano altri italiani che non hanno alternative senza conoscere la lingua. Al momento mi sento di consigliare vivamente a chi non ha skills tecniche o almeno un ottimo inglese di informarsi bene prima di venire in uk a rischiare di perdere solo tempo e soldi.
Ma questi dicevo sono problemi che esistono dappertutto. Tra i CONTRO del Regno Unito, direi che uno é il tempo, troppo spesso nuvoloso. Le altre piccole cose (tutto chiuso domenica dopo le 5 pm, niente bidet nel bagno, treni costosi..) sono nulla rispetto ai vantaggi descritti sopra, poi dipende dalle proprie prioritá e valori.